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Pittore di estrazione figurativa post macchiaiola, la sua pittura è caratterizzata da potenti pennellate e da una vivacità ed aggressività trascinanti. Nella propria evoluzione artistica, partito da quadri e bozzetti di raffigurazioni ambientali come campagne, marine, vicoli, paesaggi e nature morte in cui prediligeva colorazioni pacate e quasi monocromatiche, si sviluppa nel prosieguo con colorazioni vivaci e corpose. La sua arte è semplice, lineare, ricca di colore, intensa ma non traboccante, i suoi paesaggi sono ricchi di luci ed ombre realizzati con pennellate vigorose. Sia nelle piccole tavolette che nelle grandi tele privilegia il formato rettangolare con scene di umili persone quali accattoni, barrocciai, gruppi di gitani nella notte, zingari al bivacco, argomenti costruiti su temi di fatica e di miseria nel rigore di un tempo-spazio.
La sua pittura sintetizza, con larghi tratti nel segno e con colorazioni forti l’ambientazione, il silenzio e la compostezza dei suoi personaggi.
Come ricorda il Prof. Moretti “..La vita è una testa rustica..Conviene, dunque, chiedersi quale sia questa eredità che egli ci ha trasmesso attraverso i suoi quadri, dalle celebri scene di accattoni agli indimenticabili angoli della vecchia Livorno, dagli smaglianti colori dei suoi fiori alla forza rustica e mansueta dei suoi cavalli, e volendola sintetizzare la potremo definire come un invito ad amare la vita e la natura per ciò che di affascinante e profondo vi è in esse…lo sforzo costante di capire, attraverso la luminosità e il colore vibrante, l’essenza stessa del soggetto, rendendolo vivo e palpitante all’occhio che si posa sul quadro. Ed è forse proprio questa intimità col semplice e grandioso segreto della vita che Ragni ha stabilito istintivamente nelle sue opere, quella magica atmosfera che emana da ciascuna di esse e che ancor oggi sconvolge ed attrae..”
